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Viterbese, Palermo: "Qui sono felice, ora risaliamo la classifica"

Il giocatore gialloblù parla a 360° e mostra grande fiducia per la seconda parte di stagione della sua squadra



Simone Palermo (©Viterbese Castrense)

Le prime coccole, all’amata sfera di cuoio, le ha dispensate, ventuno anni fa, in prima battuta all’Autocara (il club più vicino al suo quartiere: Cinecittà) poi Lodigiani, sette anni di Roma e, infine, ben 11 piazze assaporate in un decennio intenso, tra Lega Pro e Serie B.

Simone Palermo, centrocampista trentenne in forza da quest’anno alla Viterbese Castrense di patron Camilli, è la stella a cui il noto club gialloblù ha dato le chiavi e la regia, della zona nevralgica di gioco.

Approdato nella Tuscia, dopo aver disputato 76 presenze con la maglia della Virtus Entella (serie B) e 7 col Ravenna Lega Pro, il talento capitolino ha sposato, con la solita dote di costruttività che lo contraddistingue, un nuovo intrigante progetto.

Attualmente quindicesima nel girone C di Lega Pro (12 però, invece che 19 gli incontri disputati dai gialloblù), la Viterbese Castrense è reduce da ben 14 punti conquistati negli ultimi 6 match davvero ben interpretati.

“Ora - analizza Il classe 1988 - la squadra ha acquisito una forma consona al proprio rango: la Viterbese Castrense ha le carte in regola per disputare un campionato di vertice e lo sta dimostrando”. Palermo dopo due stagioni importanti vissute in Liguria, nel campionato di serie B con la casacca biancoceleste della Virtus Entella, è ripartito da una piazza vicino casa sua, in una categoria che conosce praticamente a memoria. “Rigiocare la B dopo diversi anni, offrendo tra l’altro un buon rendimento dimostra che, nella vita poi tutto ha sempre un senso: ora però sono felice a Viterbo, una collocazione calcistica adatta alle mie esigenze attuali anche strettamente personali”.

Proprio perché ha tentato di essere inserita nel girone A di Lega Pro e non nel C, la Viterbese Castrense vanta ora un credito di 7 match da giocare comunque ormai nel girone cosidetto del Sud dove, la Juve Stabia, comanda indisturbata ma il club di Camilli, sta tentando una grande e a questo punto possibile, risalita.

“I campi del girone C - afferma il forte mediano che indossa la “camiseta” numero 10 - tendenzialmente non valorizzano le qualità della nostra squadra ma ci stiamo adattando in fretta e sono certo che, d’ora in avanti, possiamo scalare delle posizioni in classifica: la fiducia del gruppo è in ascesa dopo le recenti prestazioni”.

A 30 anni Palermo è nel pieno della forma fisica ma anche mentale: saggezza e profondità d’animo lo caratterizzano.

“Sento che al calcio posso dare ancora moltissimo, sto bene ed ho grande considerazione di me stesso: questo sport qualcosa mi ha tolto quando ero molto giovane ma va bene anche così, in fondo nulla accade mai per caso”.

L’ex centrocampista anche della Roma era destinato al calcio cosidetto di nicchia poi, un brutto infortunio, ha pregiudicato l’ascesa di un ragazzo prodigioso che, tra l’Under 15 e l’Under 19 della Nazionale Italiana, ha fatto registrare 29 presenze, 5 goal all’attivo e la medaglia di bronzo agli Europei del 2005, da conservare gelosamente nella bacheca di casa, a Roma.

“Credo - conclude serenamente Simone Palermo - che il calcio sia stato talvolta duro nei miei riguardi, non nego di aver subito ferite profonde ma poi, col tempo, grazie all’amore che ho verso la mia professione, ho notato che alla fine al posto dei ricordi restano solo le cicatrici, il dolore svanisce. I segni che contraddistinguono il mio percorso nel calcio me li porto dietro con orgoglio perché mi hanno insegnato a non demordere mai, a lottare per il proprio benessere interiore con coraggio ma soprattuto col sorriso sulle labbra, sempre”.