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Progetto Orfeo: al via il modulo di formazione musicale

I giovani artisti africani sono pronti ad intraprendere il percorso stabilito dall’Ambasciata del Benin



ROMA – 1, 2, 3, Musica! Come un maestro d’orchestra dà il via all’esibizione, anche il secondo modulo del “Progetto Orfeo” ha preso il via. Il progetto si propone di scovare nell’arte (recitazione, musica, canto e danza) un veicolo per far incontrare a metà strada due Paesi con abitudini diverse e mentalità differenti. L’Ambasciata del Benin presso la Repubblica Italiana – nella figura dell’Ambasciatore Evelyne Togbe-Olory – è la principale promotrice di questa avventura. Il primo segmento, svoltosi dal 23 Settembre al 10 Novembre scorso in quel di Vitorchiano, ha visto i ragazzi beninesi protagonisti di un modulo di formazione teatrale presso il Teatro Stabile delle Arti Medievali. Una volta terminato, i giovani talenti africani hanno fatto rientro in patria carichi di grande esperienza e nuove abilità nell’ambito succitato. Nel periodo autunnale i giovani hanno deliziato la cittadina viterbese di brevi ma significative esibizioni teatrali. Il tutto a stretto contatto con un altro gruppo di artisti italiani.

Il modulo corrente, invece, verterà completamente sulla musica ed il canto. I 10 giovani talenti beninesi, atterrati a Fiumicino domenica 27 Gennaio, resteranno a Roma sino a giovedì 7 Marzo. La formazione musicale dei ragazzi è stata presa in consegna dall’istituto Saint Louis College of Music. L’obiettivo? Quello di stupire tutti in occasione del concerto in programma il 27 Febbraio. L’esibizione – presentata alle maggiori cariche istituzionali e all’intero Corpo Diplomatico – proporrà un connubio di interessanti armonie tra canzoni italiane famose in tutto il mondo e sonorità tipiche beninesi.

L'incontro tra i ragazzi del Benin e i loro insegnanti


Chiudi gli occhi. Prendi un foglio di carta, una penna. Musica: qual è la prima cosa che ti viene in mente? Scrivila. Canto, emozione, sonorità, melodia, strumenti, video, armonia, danza, cantare e un cuore. Sono queste le dieci risposte dei dieci giovani beninesi. Ognuno con le proprie emozioni, ognuno con i propri sentimenti ha espresso con una parola cosa gli suscita sentire il termine musica. “Ho disegnato un cuore perché meglio non si può spiegare – esordisce Nasser – Credo che la musica sia espressione dell’anima. La musica è espressione di sincerità, senza filtri. Non è la bocca ad emettere rumore, il suono viene direttamente dal cuore”. E ancora, le parole di Estelle: “Armonia. La musica è armonia, mette tutti d’accordo. Quando parte una qualsivoglia melodia, la gente non riesce a farne a meno di andare a tempo. Tutti seguono il ritmo, tutti cantano, tutto diventa armonico. Non è fantastico?”. Sicuramente fantastico. Come quello che i ragazzi si sono portati dietro facendo rientro a Cotonou. L’emozione di tornare in Italia è tanta. Un Paese che, a dire dei protagonisti, ha lasciato moltissimo in termini di insegnamento e affetto. Ognuno di loro ha condiviso quanto appreso con amici, parenti e bambini più piccoli. “Quando sono rientrata le mie amiche e colleghe del Conservatorio di Canti e Danze Tradizionali del Benin sono rimaste stupite – racconta Julia – Si sono rese conto di quante cose avevo imparato in Italia e mi hanno esortato a tornare per imparare altro. Sono veramente felice di essere di nuovo qui”. A chi è tornato più utile di altri è sicuramente Charelle: “In Benin, occupandomi della formazione teatrale dei più giovani, quanto appreso a Vitorchiano mi è stato utilissimo. I ragazzi sono rimasti a bocca aperta. La mia associazione collabora con altri istituti e, in tal modo, gli insegnamenti vengono trasmessi anche ad altre persone. Tutto questo mi entusiasma molto”.

Nel gruppo arrivato poco meno di una settimana fa dal Benin ci sono anche due ragazzi alla loro prima visita in Italia. Udvance e Cyriaque si aggiungono agli altri apportando, rispettivamente, capacità canore per quanto riguarda la 24enne nata a Collines e grande dimestichezza alla batteria e, più in generale, con tutte le percussioni da parte dell’estroverso 29enne. “Non ho mai fatto parte di un coro – svela la ragazza – Ho sempre cantato in singolo, per me sarà un’esperienza totalmente nuova. Non vedo l’ora di condividere questa esperienza con gli altri. Siamo a Roma, in Italia, il Paese di Andrea Bocelli: è un sogno che si avvera per me che non sono mai uscita dal mio continente”. Le impressioni di Cyriaque non sono poi così diverse: “Non vedo l’ora. Sono in trepidazione perché voglio imparare più cose possibili in questo periodo di permanenza a Roma. Non sto veramente più nei panni per l’attesa. Voglio solo iniziare!”. Infine ha preso parola il cantautore Francis Edia, il quale ha condiviso con i ragazzi una parte del primo modulo. “Sono un po' geloso per l'opportunità data a questi ragazzi (ride, ndr). Io ho imparato a cantare grazie a mia madre, ma se avessi l'opportunità di avere la metà degli anni, e l'Ambasciatore mi chiedesse di seguire la formazione di questi giovani, le direi che mi piacerebbe di più essere uno studente come loro. Nel mio paese sono una star, ma mi sento di dire che di quello che questi giovani talenti artistici faranno in questo modulo non ne so veramente nulla”.