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Procuratori part-time, addio. Genitori, ora siate scrupolosi

Fondamentale la reintroduzione dell'esame per agenti sportivi. Presto potremo controllare il profilo di chi si interessa ai ragazzi



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Innanzitutto, grazie. Ci tengo subito a dirlo perché dopo la pubblicazione della prima puntata di "Caro Procuratore" ci sono arrivati tanti messaggi da parte vostra. Ringraziamenti, consigli, attestati di stima che ci hanno dato la spinta per continuare questo viaggio. Ci avete motivato aiutato a comprendere che abbiamo intrapreso la strada giusta e nel corso di un’inchiesta di questo genere spesso fa la differenza. Comunque, veniamo a noi. Il 23 Marzo 2018 un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha reintrodotto l’esame di abilitazione alla professione di procuratore sportivo. Un gradito ritorno dopo quel 2015, anno nel quale Blatter decise di abolire il test in favore della famosa “autocertificazione” del calciatore, che di fatto permetteva a quest’ultimo di scegliere una persona a piacimento come rappresentante. Avete presente il classico papà-agente? Ecco, adesso senza il superamento del doppio esame rimarrà solo un bravo papà. Inoltre, con questo ritorno al passato verrà lasciato sempre meno spazio all’improvvisazione, mettendo all’angolo i cosiddetti “procuratori part-time”. Complimenti dunque al numero uno della FIGC, Gabriele Gravina, grande promotore di un’iniziativa che darà benefici al nostro calcio a 360°. L’esame infatti avrà lo scopo di formare gli agenti secondo un regolamento troppo spesso ignorato e la formazione, si sa, è fondamentale in qualsiasi lavoro, ma soprattutto la reintroduzione del registro, una sorta di albo degli agenti, consentirà a qualsiasi famiglia di verificare se, colui che si è mostrato interessato a nostro figlio, è davvero un professionista. Non solo, però. Quello che emerge dalla puntata di oggi con le parole di Minieri e Casarola è un messaggio chiaro, univoco: date la vostra fi ducia, affidate i vostri figli, solo a persone che conoscete bene. Concedetevi del tempo, anche anni, per capire chi avete davanti e costruire con lui un rapporto che sia ben più profondo del mero aspetto professionale. Cedere

alle lusinghe della persona sbagliata può signifi care buttare una carriera, firmare una procura-trabocchetto può anche rovinare una famiglia. Proprio come una truffa qualsiasi. Siate cavillosi e non dimenticate mai: fidarsi è bene, ma nel calcio, soprattutto di questi tempi, non fidarsi è meglio.