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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Nazionali

Mirafin, il bilancio di metà stagione di Paolo Petruzzi

Il direttore generale rossoblù analizza il girone di andata e traccia gli obiettivi per il 2019



Paolo Petruzzi

Si inizia a pensare che la Mirafin abbia smarrito la via dei tre punti, di un momento poco brillante della squadra di Salustri, ne parliamo con Paolo Petruzzi, DG della società capitanata da sempre dal patron Mirra.


Paolo, quale è lo stato di salute della Mirafin?

”Nello sport bisogna programmare in base agli obiettivi che debbono essere ben definiti e rapportati alle effettive possibilità. In questa stagione stiamo utilizzando un budget analogo a quello della scorsa stagione in B dove non partivamo certo da favoriti. Quando il presidente ci ha chiesto quale obiettivo stagionale di mantenere la categoria, lo ha fatto in maniera consapevole, da persona ragionevole e competente come ha dimostrato di essere in quasi 20 anni di attività”.


Si poteva fare qualche punto inpiù?

”E’ sempre un tema di obiettivi e la strada che si vuole seguire per raggiungerli. Probabilmente con un gioco basato sulla difesa ai 12 metri ed una fase offensiva incentrata sul lancio lungo per quel grande giocatore che è Moreira avremmo faticato meno, ma in società non condividiamo questa filosofia di gioco. Sappiamo bene che nel calcio a 5 difendere una porta di 3 metri è molto più facile che attaccarla, ma la scelta di Salustri quale allenatore, peraltro fortemente voluta da me, implica privilegiare la fase offensiva, il cercare di ’fare’ la partita sempre, contro qualsiasi avversario”.


Quindi qualche punto perso di troppo?

”A mio avviso si raggiunge il perfetto equilibrio quando attraverso il ’gioco’ si riescono a portare a casa i risultati attesi. Ad oggi abbiamo vinto tutte le partite con le squadre del nostro livello ed abbiamo impensierito fortemente squadre che puntano al titolo come Tombesi, Real Cefalù ed Aniene dove abbiamo raccolto meno di quanto il campo avesse dimostrato. Se tirassimo una riga alla fine del girone di andata sarebbe evidente che avremmo superando i traguardi posti ad agosto, diciamo che stiamo vincendo alla grande il nostro scudetto”.


Allora parliamo dell’obiettivo del girone di ritorno?

”Chiaramente vorremmo ripetere quanto abbiamo fatto nel girone di andata che con i tre punti persi a tavolino saremmo stati a ridosso delle primissime. Certo, in questa fase iniziano ad essere determinanti una serie di fattori che nelle prime partite impattano meno come le squalifiche, gli infortuni e la stanchezza. Per esempio sono convinto che contro il Lido, con Emer in campo e Salustri in panchina sarebbe stata un’altra partita. Soprattutto quando manca l’allenatore è come quando a scuola manca il professore titolare, puoi inviare anche uno scienziato a fare supplenza ma la classe diventa subito indisciplinata. Per cui uno degli obiettivi sarà di evitare sanzioni disciplinari senza senso, di qualsiasi tipo, sia in campo che in tribuna. Il campionato è molto equilibrato ed è indispensabile curare ogni dettaglio che ci consenta di giocare sempre al meglio, non si può regalare nulla, soprattutto se il regalo si chiama Rodrigo Emer”.