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Categorie: Dilettanti - Promozione

L'Atletico Cervaro fa chiarezza sui fatti di Coppa

In occasione della partita di recupero tra biancoblu e il Pontinia, ci sono stati alcuni episodi spiacevoli sui quali la società è voluta intervenire



Atletico Cervaro

Nelle ultime ore, un'ondata di fango e menzogne si sta abbattendo sull'Atletico Cervaro. Infatti, in occasione della partita di recupero tra l'Atletico Cervaro e il Pontinia, terminata con il risultato di 0-1 in favore degli ospiti, ci sono stati alcuni episodi spiacevoli raccontati dalla giustizia e dalla stampa in maniera errata. Occorre immediatamente fare chiarezza ed evitare la diffusione di nuove falsità. Al termine dell'incontro (arbitrato in maniera perlomeno discutibile), dopo che le squadre stavano facendo rientro negli spogliatoi, il direttore di gara è stato vittima di una tentata aggressione: sì, tentata, poiché il calcio sferrato non lo ha minimamente urtato, sbilanciato o fatto precipitare a terra. Precisiamo: la violenza, tentata o concreta, nel mondo del calcio come nella vita normale, non è mai tollerabile e l’Atletico Cervaro ci tiene a condannare senza minima esitazione il gesto. Ma torniamo ai fatti: subito dopo la tentata, va sottolineato, tentata aggressione, la terna arbitrale, ausiliata anche da diversi calciatori dell'Atletico Cervaro che hanno preso le loro difese, è stata invitata a rientrare all'interno degli spogliatoi, con la situazione che si è subito ristabilita grazie al puntuale intervento di ben tre volanti dei Carabinieri, che si sono precipitate immediatamente sul posto. Con l'arrivo delle forze dell'ordine, il direttore di gara ha immediatamente sporto denuncia nei confronti dell'aggressore non identificato. Una volta tornato il sereno, l’arbitro assolutamente integro fisicamente, è salito alla guida della sua auto ed ha lasciato l’impianto sportivo scortato dalla forza pubblica. Siamo dunque sorpresi di scoprire che esiste un referto medico dell'Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone che diagnostica un trauma contusivo toracico-addominale ed una ferita sulla gamba destra e i conseguenti giorni di prognosi. Ci sono però altri punti da rivedere nella versione dei fatti del direttore di gara. Infatti, nel comunicato si legge che i sostenitori della squadra di casa "lanciavano sulla rete di recinzione all'altezza della posizione di un assistente arbitrale alcuni secchioni dell'immondizia". Ecco, le cose non sono andate esattamente così. Sulla tribuna dello stadio Luigi Canale c'è un solo grosso secchione, alto circa 150 cm, difficile da sollevare e da scaraventare oltre o contro la recinzione alta quasi tre metri. Un tifoso ha tentato di salirci facendo cadere il secchio a terra. Questo è ciò che è accaduto sotto gli occhi di circa cinquanta spettatori, atto gonfiato e alterato dal direttore di gara e di conseguenza dai media in modo diffamatorio. Ma non finisce qui: il dirigente squalificato fino al 31/3/2019 "teneva nei confronti dell'arbitro un comportamento irriguardoso". Facciamo chiarezza anche qui: il già citato dirigente, al termine della gara, era stato invitato con tono arrogante e presuntuoso dall'arbitro ad allontanare il custode del campo al di fuori della struttura. C'è un piccolo particolare: il custode del campo è responsabile di tutto l'impianto sportivo. Nessuno può impedire al custode di svolgere il proprio lavoro in prossimità degli spogliatoi, dove il custode si occupa della caldaia e della pulizia degli stessi. Il dirigente, inoltre, al contrario di quanto affermato nel comunicato ufficiale, ha tenuto i cancelli dell’impianto chiusi sino all’arrivo della forza pubblica. Dunque nelle poche righe del comunicato sono più le bugie che le verità. Ed è giusto che le persone di Cervaro, e gli appassionati di questo sport in generale, sappiano come sono andate realmente le vicende. Non c'è bisogno di alterare i fatti soltanto per scopi personali. C'è un concetto da ribadire: la violenza è sempre errata, non è mai la maniera esatta di risolvere le situazioni. E di questo l'Atletico Cervaro si assume tutte le responsabilità. Ma non è giusto che l'opinione pubblica veda la nostra società con un occhio sbagliato. L'etichetta di bifolchi, criminali e delinquenti non ci dona affatto. E la verità è l'unico mezzo che abbiamo per difenderci. Dire la verità è sempre la scelta giusta.Inoltre, l’Atletico Cervaro viste le eccessive pene afflitte, procederà per vie legali affinché si possa avere un sincero ed equo giudizio, basato su fatti veritieri.