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Categorie: Giovanili - UNDER 17 DIL.

Il motto di Ciriello "Meritocrazia, sacrificio e valori"

Dopo la stagione positiva alla guida degli Allievi dell'Anzio il tecnico pontino punta in alto e sul lavoro di qualità



Vittorio Ciriello ai tempi della Lazio, ©Facebook

Giovane, motivato, alle spalle dieci anni di professionismo: due alla Cisco Lodigiani, sei alla Lazio sotto la gestione Coletta e due a Latina. Mister Vittorio Ciriello, 34enne pontino, nell'ultima stagione tecnico degli Allievi Regionali dell'Anzio, ha raccolto i cocci del precedente campionato chiuso con un solo punto nella categoria Élite, conducendo i portodanzesi a una salvezza tranquilla a un passo dalle big del girone D.  Le ambizioni del tecnico sono importanti e spera di ricevere la chiamata da una Juniores Nazionale nel 2018/2019. Altrimenti pensa di restare fermo ai box, in attesa di misurarsi su palcoscenici a tinte tricolori. 




Mister Ciriello, cosa le resta di questa stagione ad Anzio? È contento di quanto ha ottenuto con i suoi Allievi?

“Sinceramente sono contento della stagione perché abbiamo superato le aspettative societarie. Abbiamo preso un gruppo che nell’élite l’annata precedente aveva racimolato soltanto un punto e abbiamo lavorato con il mio staff raccogliendo un ottimo piazzamento, contando le premesse iniziali".


Nei mesi di lavoro nella società portodanzese ha individuato qualche ragazzo promettente per il futuro?

"Attualmente il campionato di allievi regionali è un campionato un po’ di fascia media e risulta difficile valutare ragazzi che potenzialmente potrebbero fare il salto in categorie professionistiche. Quest’anno ho allenato un gruppo di ragazzi che potrà crescere e migliorare nell’ambiente dell’Anzio".



Sul fronte personale, visto il suo curriculum, quale realtà crede di meritare nella prossima annata?

"Penso che nel mio percorso di crescita attualmente sia arrivato il momento di confrontarsi con categorie più adulte: con la juniores nazionale, ragazzi prossimi alle prime squadre. Attualmente sono libero e vorrei provare questa esperienza nella juniores nazionale e se qualcuno potrà pensare a me sarei molto contento di poter disputare un campionato come quello juniores di Serie D:  sono stato l’ultimo allenatore a vincere il campionato giovanissimi regionali a Latina nel 2015/2016".


Domani inizieranno i Mondiali in Russia e l'Italia li guarderà da casa. Dalla sua esperienza nella selezione dell'Under 15 e di tecnico di squadre professionistiche, da quali punti fermi dovrà ripartire il calcio italiano per tornare ad avere forza e credibilità?

"Ho avuto la fortuna di fare il corso di allenatore professionista e sono in possesso del patentino UEFA A e una delle nozioni che ricordo con più piacere è quella che ci disse Renzo Ulivieri: "Essere professionisti e professionali in ogni categoria andiamo, sia nella guida, sia nello staff". Quest’anno ad Anzio insieme al preparatore atletico Jacopo Lombardelli, anche lui ex Lazio, abbiamo monitorato costantemente i ragazzi attraverso la strumentazione GPS. Oltre al calcio ci sono tanti settori, lavoro come università dove deve essere utilizzata di più la parola meritocrazia che molte volte va di pari passo con spirito, studio, sacrificio e valori”.