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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Giornalista aggredito a Cave: adesso diciamo basta

L'esasperazione e la frustrazione di alcuni individui hanno raggiunto il culmine: chiediamo alle società di allontanarli, per il loro bene e di chi ama il calcio



Era solo una questione di tempo, vien da dire, anche se quando si intraprende la nostra strada, quello del cronista sportivo, non è certo un aspetto che metti in preventivo.

Un frammento del video


Un’aggressione su un campo di calcio, un accerchiamento con spintoni, minacce di percosse e l’invito ad abbandonare le tribune mentre stai svolgendo il tuo lavoro, non è un rischio calcolato per un giovane giornalista che si guadagna da vivere raccontando calcio. Anche se, dopo le prime settimane di esperienza sui campi laziali, dai Dilettanti al Settore Giovanile, ti accorgi dell’esasperazione, della frustrazione e della tensione pronte a deflagrare in ogni momento che contornano questo mondo e dentro di te sale la consapevolezza, amarissima, che prima o poi dovrà succedere. Questo fine settimana non fa eccezione: una rissa durante la semifinale di Juniores Regionali C, un allenatore in seconda che in Eccellenza picchia un suo calciatore e l’episodio che ci riguarda in prima persona, per non farci mancare niente. 


Ieri mattina, al termine di Cavese - Città di Anagni, ad un nostro giornalista presente in tribuna ed intento ad acquisire le immagini del concitatissimo fi nale è accaduto proprio questo. È stato avvicinato da alcuni estranei presenti all’Ariola con fare minaccioso, che gli hanno “consigliato” di smettere di filmare, di farsi i cazzi suoi e di andarsene. Un episodio fin qui documentato da un video in nostro possesso, con il nostro inviato che a quel punto era costretto a interrompere il servizio per salvaguardare la propria incolumità. Qui termina il filmato ma non la disavventura del nostro cronista, che viene avvicinato faccia a faccia da una persona, spintonato ed accerchiato da altre tre, riuscendo ad evitare uno schiaffo alla nuca e ad allontanarsi rapidamente dal centro sportivo.


Da quando è stata fondata Gazzetta Regionale la nostra missione, i nostri obiettivi, sono stati chiari sin dal primo giorno: lavorare per migliorare il movimento sotto ogni aspetto. Abbiamo scelto di metterci al fianco della società, di farcene portavoce, e proprio con la Cavese è nato un rapporto di collaborazione e di confronto importante. Ora siamo noi a chiedere una mano ai club, a cominciare proprio da quello del presidente Pasquazi: individuate i responsabili ed allontanateli, non permettergli di rovinare le domeniche di quei tifosi, la stragrande maggioranza, che affollano le tribune di Cave. Sino a quel momento, nostro malgrado, saremo costretti a non seguire più la squadra biancoceleste dal vivo, anche se continueremo a raccontarne le gesta per il rispetto che nutriamo per quei tifosi sani che amano lo sport come il nostro giovane giornalista.


Un ultimo pensiero a chi ha assistito e si è voltato dall’altra parte: dalle immagini si riconosce distintamente un dirigente del Città di Anagni che, resosi conto di quanto stesse accadendo, sceglie l’indifferenza e si allontana con le braccia dietro la schiena. Per chi tiene questo comportamento c’è solo una defi nizione: complice.