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Categorie: Giovanili - UNDER 17 DIL.

Certosa, Torretti: "Classifica bugiarda, ci rialzeremo"

Riportate le parole del tecnico neroverde, apparso fiducioso malgrado l'andamento del suo gruppo



Stefano Torretti (Certosa)

E' iniziato con qualche difficoltà il campionato del Certosa che, dopo avere ottenuto due risultati utili consecutivi, è uscita sconfitta (0-1) dalla sfida contro l'ASA nell'ultimo turno. Queste le considerazioni del tecnico del team neroverde, Stefano Torretti, al quale abbiamo chiesto in primis se si aspettasse una partenza simile. "Immaginavo un inizio un po' in salita ma non fino a questo punto. Forse avevamo bisogno di più tempo per conoscerci visto i dodici ragazzi nuovi inseriti nella rosa. In questo momento la classifica non ci sorride, ma sono comunque soddisfatto per come stanno crescendo i ragazzi a livello di gioco, perché competere con squadre costruite differentemente da noi non è semplice". Così invece il tecnico sulle ultime gare disputate dai suoi ragazzi: "in alcune partite potevamo racimolare più punti senza sé e senza ma. Anche nell'ultima sconfitta contro l'ASA ci è mancata un pizzico di fortuna, specialmente sotto rete, con l'estremo difensore avversario protagonista indiscusso del match. Ma va bene così non dobbiamo appellarci alla sfortuna, anche perché sono convinto che i valori reali di questa squadra con il tempo usciranno fuori. Non credo meritiamo questa posizione di classifica anche perché, ribadisco, abbiamo raccolto troppo poco rispetto a quanto espresso in campo fino ad oggi". Infine così il tecnico sul Giardinetti: "Loro sono una squadra forte nei singoli ma non solo. Hanno una filosofia di calcio propositiva e volta all'attacco. E' una gara che appare proibitiva per noi dato il divario di 14 punti ma, essendo in un girone molto equilibrato, abbiamo il dovere di crederci sempre. Hanno fisicità e qualità, una squadra che va sempre a pressare e vuole imporre il proprio calcio. Tuttavia credo in questo gruppo, che ha la forza giusta, quella che ad inizio stagione si è vista, ma che purtroppo non sempre è stata determinante".