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Calciomercato 2.0, Valente: "Nessuno vuole denunciare"

Il patron del Certosa interviene sul dibattito di queste settimane: "Senza prove noi addetti ai lavori possiamo soltanto denunciare a mezzo stampa"



Giovanni Valente ©Lori

Il Calciomercato 2.0 ormai è al centro di un vero e proprio dibattito. Fabrizio Stazi ha posto l'attenzione su una nuova problematica: “Rimborsi ai giocatori”. Secondo il dirigente dell'Urbetevere c'è un nuovo modus operandi da parte di una o due società dilettantistiche del Lazio le quali, di fatto “offrono un compenso economico ai calciatori”. Non ai genitori, badate bene, bensì direttamente ai minori. Giovanni Valente, patron del Certosa, interviene e dice la sua: “Questa è una brutta pratica che conosciamo molto bene. C'è un grande problema però: noi possiamo soltanto denunciarlo a mezzo stampa”. L'ostacolo sostanzialmente è uno: “Non ci sono prove – continua Giovanni Valente - Non posso andare in Federazione senza che il papà e la mamma del ragazzo attestino che questa pratica sia realmente avvenuta. Senza di loro perderei soltanto del tempo”. La palla dunque passerebbe ai genitori: “Nessuno vuole parlare. D'altronde se c'è l'offerta è perché esiste la domanda. Credo che la denuncia di questi fatti attraverso la stampa sia molto importante. Serve a far capire a quei genitori che non vogliono accettare queste pratiche scorrette che noi siamo qui e che li sosterremo in qualsiasi momento ed in qualsiasi sede”, conclude Valente.  


Noi neanche a dirlo siamo qui a disposizione di chiunque volesse denunciare questo tipo di comportamento.