Notizie
Categorie: Giovanili

Calciomercato 2.0, Dolente: "Non facciamo gli ipocriti!"

Il direttore generale del settore giovanile del Ladispoli scende in campo: "D'accordo con Ortenzi e vi spiego il perché"



Claudio Dolente

Se il Calciomercato 2.0 spesso nuoce le società romane più “piccole”, potete immaginare quanto le province del Lazio siano penalizzate. Macchinate di ragazzi che raggiungono il centro di Roma, spesso superando anche i 150 km giornalieri per giocare in un club più “blasonato” che, secondo molti, garantirebbe più chance per passare nel professionismo. Ne sa qualcosa Claudio Dolente, direttore generale del settore giovanile del Ladispoli: “Non facciamo gli ipocriti! - tuona il dg rossoblu – Queste cose succedono da trent'anni. Spesso chi si scandalizza è il primo ad attuare questo tipo di atteggiamento. Io penso di parlare a nome di tutte le società di provincia che ogni estate sudano sette camicie per formare i gruppi dell'agonistica e della scuola calcio”. Il dirigente del Ladispoli non ci sta: “E' capitato che alcuni ragazzi di qui hanno preferito giocare a Roma 'per avere più chance di professionismo'. Un discorso assurdo. Io faccio un esempio: Palone, un nostro 2005, è stato chiamato da tantissime società di Roma. Il ragazzo quest'anno ha svolto tanti provini e ora è rimasto qui da noi per un semplice motivo: a Ladispoli ha le stesse possibilità di passare nei prof che in un club dilettantistico di Roma”. Claudio Dolente è in parte d'accordo con l'intervento di Attilio Ortenzi, dg dell'Accademia Calcio Roma: “A me non mi verrebbe mai in mente di prendere un ragazzo di Tuscolano. Il giovane giocherà a Roma. Stesso discorso qui. I ragazzi di Ladispoli, di Tarquinia o Civitavecchia devono giocare nelle squadre del proprio territorio. Ma che senso ha macinare tutti quei km? Se un giocatore è valido verrà notato comunque”.