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Bullismo e femminicidio: a Roma un convegno per dire stop

Presso il Salone d'Onore del Coni un incontro per tenere alta l'attenzione contro due dei fenomeni che più mettono a rischio le nuove generazioni



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Al Salone d’Onore del CONI, sport e rappresentati della politica ma non solo, si sono incontrati per il convegno “Dal Bullismo al Femminicidio: la cultura del non rispetto”. Un appuntamento importante, istituito per combattere alcuni dei fenomeni che più mettono a rischio nuove generazioni e non solo. Occasione questa per lanciare anche il progetto nazionale dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Doping. Ad aprire le danze non poteva che essere il Presidente del CONI, Giovanni Malagò: “Abbiamo subito aderito con entusiasmo a questa iniziativa, sono temi che conosciamo molto bene al Coni, lo sport è spesso al centro dell'attenzione e per questo dobbiamo essere bravi a non fare sconti”. Malagò chiude poi con una esortazione importante: “Ai genitori dico di accertarsi a chi affidano i loro figli affinché non lascino che ad occuparsi della loro crescita sia qualcuno che non ha i requisiti tecnici e soprattutto morali. Questa manifestazione ci deve offrire una sensibilizzazione ulteriore su questi temi”.


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All’iniziativa hanno partecipato la Vicepresidente del Senato, Paola Taverna, l’on. Felice Mariani, Presidente del Comitato Organizzatore, e tante personalità del mondo della politica e delle istituzioni come l'Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini di Roma Capitale Daniele Frongia: “A Roma e in Italia abbiamo la fortuna di avere una grande comunità dello sport. Questa comunità ha grandi poteri e pertanto grandi responsabilità anche nel contrastare fenomeni odiosi come il bullismo. Raccolgo le parole iniziali del presidente Malgò sulla funzione pedagogica dello sport, il conseguimento di modelli positivi e qui ne abbiamo due come Paltrinieri e Perrotta, di contro dobbiamo avere la forza come comunità di sanzionare pesantemente quelli negativi. Non è ammissibile, per fare un esempio, tollerare un grande sportivo che va in TV ad offendere un arbitro. L'arbitro rappresenta il rispetto delle regole, può sbagliare così come tutti gli esseri umani o così come sbagliano anche gli sportivi, ma non è tollerabile un comportamento del genere. Questo è a tutti gli effetti bullismo televisivo che fa danni enormi in migliaia di giovani che poi si sentono autorizzati a loro volta a non rispettare avversari o tecnici. Io nel mio piccolo come ente locale do il mio sostegno a perseguire modelli positivi e a combattere quelli negativi”.


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Non solo Frongia, nella Sala d'Onore del CONI c'era anche il senatore Gianluigi Paragone, gli onorevoli Cosimo Maria Ferri, Lorenzo Fioramonti e Federica Zanella e il Vicepresidente della Federazione Pugilistica Italiana Flavio D'Ambrosi. Presenti, all’evento moderato dalla portavoce dell’Osservatorio, Paola Ferrari, anche grandi campioni come l’olimpionico del nuoto Gregorio Paltrinieri, i campioni mondiali Giovanni De Carolis (pugilato) e Simone Perrotta, nelle vesti anche di Responsabile Dipartimento Junior dell’Associazione Italiana Calciatori e tanti atleti e dirigenti dei Gruppi Sportivi dell’Esercito, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e dell’Aeronautica. "La nostra società - ha specificato l'onorevole Mariani, presidente del Comitato Promotore - sta diventando sempre più violenta e abbiamo tutti il dovere di fare qualcosa cercando sinergie a favore dei nostri ragazzi e non solo". La Vicepresidente del Senato, Taverna, ha aggiunto: "E' fondamentale continuare a mantenere alta l'attenzione su fenomeni di femminicidio e bullismo, che sono purtroppo eventi ormai all'ordine del giorno". Sport e istituzioni si sono dunque tesi la mano nell'intento di darsi forza l'un con l'altro con una “cultura del non rispetto” a cui è giunto il momento il dire definitivamente basta.